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23 Giugno 2009

Premetto e chiedo venia a tutti coloro che leggeranno questa recensione, che non ho mai letto i fumetti della serie di Watchmen, e non ero neanche a conoscenza dell’esistenza fino all’uscita del film. Quindi per scrivere le mie opinioni a riguardo, mi baserò principalmente su ciò che racconta quest’ultimo. Ma colmerò questa mia lacuna.
Ora, arriviamo al dunque. La particolarità innovativa ed evidente, alla quale ci si trova davanti in questa serie, è quella di avere una storia di supereroi più umani rispetto ai classici eroi a cui decenni di fumetti e di film ci hanno abituato, che convivono e affrontano problemi “di tutti i giorni” come l’amore, il tradimento, la paura. In Watchmen vengono mostrati i difetti dei protagonisti, le difficoltà nel relazionarsi tra di loro, le loro nevrosi spesso riconducibili a fatti accaduti nel loro passato. Ed il bello di tutto ciò è che i loro poteri non sono “super”, come ci si può aspettare da ogni supereroe che si rispetti, perché questi sono persone comuni che hanno deciso di intraprendere la “carriera” del giustiziere mascherato! Lavoro comune nel mondo di Watchmen, ma che in seguito, nella vicenda, diventa illegale con il Decreto Keene del 1977. In questa storia incontriamo due generazioni di eroi mascherati: i primi “fondatori” che vivono la loro esperienza negli anni 40 e che incontriamo nelle vicende dei secondi, veri e propri protagonisti del film, presenti nella seconda metà degli anni 80.
La nostra storia inizia appunto negli anni 80 con l’omicidio di un componente “in pensione” del gruppo di eroi mascherati: “Il Comico“ alias Edward Blake, sotto protezione del Governo dopo l’emanazione del Decreto Keene, scaraventato da una finestra al 23° piano di un palazzo di New York. Omicidio molto difficile da attribuire per i detective newyorkesi.
Questo fatto attira l’attenzione dell’ultimo

supereroe mascherato ancora in attività, Rorschach che, mettendosi sulle tracce dell’accaduto scopre che Blake era un suo ex collega. Decide così di vederci chiaro, convinto che questo omicidio non sia casuale ma faccia parte di un complotto finalizzato all’eliminazione di tutti gli eroi mascherati. Prova così a contattare ed a mettere in guardia altri suoi colleghi di cui conosce l’identità: Gufo Notturno (Daniel Dreiberg), Dr. Manhattan (Jon Osterman), Spettro di Seta (Laurel Jane Juspeczyk) e Ozymandias (Adrian Veidt). Questi però non vedono una minaccia nella morte del Comico, in quanto lo stesso, non avendo avuto proprio un bel carattere, aveva più di una persona che aveva qualche buon motivo per volerlo morto.

La situazione si complica quando è lo stesso Rorschach che viene accusato dalla polizia dell’omicidio su cui lui stesso sta indagando, e viene catturato e portato nel carcere di Sing Sing. Nel frattempo Veidt diviene oggetto di un tentativo di omicidio da parte di uno sconosciuto, e solo grazie alle sue capacità di ex supereroe riesce a salvarsi. Nel frattempo Dr. Manhattan attraversa un periodo di depressione e allontanamento dalle persone, preferendo la compagnia delle sue ricerche scientifiche a quella del genere umano. Questo è dovuto a delle accuse pubbliche che dimostrano come la sua vicinanza abbia causato dei tumori ad alcuni suoi colleghi di lavoro e alla sua ex fidanzata. La goccia che fa traboccare il vaso è la crisi sentimentale con Spettro di Seta, attuale sua compagna che, lasciandolo, lo porta ad estraniarsi alla società umana e ad esiliarsi su Marte.
Lasciato Dr. Manhattan, Lauriel trova così conforto presso l’amico Dan Dreiberg, segretamente innamorato di lei. In preda al desiderio di avventura, i due rivestono i panni dei supereroi e vanno a salvare delle persone rimaste intrappolate in una palazzina in fiamme lì vicino. Di nuovo da soli, dopo aver consumato la loro passione, Dan confida a Lauriel di cominciare a credere alla teoria di Rorschach, e quindi decidono di andarlo a liberare dal carcere. L’impresa riesce, e insieme si mettono sulle tracce di Ozymandias, sul quale cominciano a ricadere diversi sospetti dell’omicidio del Comico. Intanto Dr. Manhattan torna sulla Terra per prendere Spettro di Seta e condurla con se su Marte perché, proprio grazie ai suoi poteri, ha visto che la ragazza lo convincerà a salvare gli esseri umani dal disastro imminente. Grazie ad una serie di flashback, Lauriel giunge finalmente alla consapevolezza che, l’odiato Edward Blake, altri non era che l’amante di sua madre e che dalla loro relazione era nata lei.
Intanto Gufo Notturno e Rorschach, sempre più convinti che il colpevole di tutta la storia sia lo stesso Veidt

, partono con Archie, la navicella di Gufo Notturno, alla volta di Karnak, la sua fortezza in Antartide.
A Karnak Veidt, in una seria di lunghi monologhi, rivela i dettagli del suo piano e le motivazioni che lo hanno spinto a tanto: disgustato da tutto il genere umano, la cui continua corsa agli armamenti e al disprezzo per l’ambiente, lo condurrà ad un catastrofe generale entro pochi anni. Ciò spiega perché lui si sia proclamato giustiziere e salvatore del mondo. Per riuscire però nel suo piano, bisognava allontanare e tenere impegnato il Dr. Manhattan, l’unico più forte e più intelligente di lui.
A questo punto anche Lauriel e Jon raggiungono gli altri a Karnak, e trovano Veidt davanti ad un maxi schermo che osserva il risultato dei suoi piani: New York completamente distrutta a causa di un “mostro” creato da Adrian stesso, per cercare di far riavvicinare il genere umano e far finire le guerre in corso.
Nessun altro, a parte loro cinque, adesso conosce la verità su tutto quello che è successo così Dan, Laurie e Jon accettano di mantenere il silenzio sulla verità dell’accaduto per evitare un olocausto nucleare. Rorschach, invece, rifiuta il silenzio e decide di comunicare a tutto il mondo la verità. Jon prova a dissuaderlo, ma l’amico gli fa capire che preferirebbe morire piuttosto che mantenere il segreto. Così Dr. Manhattan obbedisce alla sua richiesta, e svanisce in una nuvola di fumo. Nella scena finale si scopre che Rorschach, che aveva annotato tutti i suoi sospetti sugli avvenimenti sul suo diario, prima di partire verso l’Antartide lo aveva spedito ad una rivista che, adesso,in mancanza di notizie da pubblicare, decide di utilizzarlo.



