Ranma ½

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Narra la leggenda che il campo di addestramento per le arti marziali delle cento sorgenti maledette porti tragedia e sventura a tutti coloro che osino sfidarne l'oscuro potere.
Chi mai al mondo potrebbe ignorare un così sinistro avviso?

Se la vostra risposta è “un ciccione occhialuto che in acqua fredda diventa un panda” allora siete capitati decisamente sull'articolo giusto!!!

 

Ranma_gruppo

 

Ranma ½ (ranma nibuno no ichi) è considerato da molti come il capolavoro della maestra Rumiko Takahashi (Lamù, Inuyasha) e narra le avventure di Ranma Saotome, un giovane esperto di arti marziali che viene, suo malgrado, proiettato in un mondo di assurde trasformazioni, malintesi, poligoni amorosi e mortali scontri allucinanti ai limiti del ridicolo.

Ranma_teieraIl manga è stato pubblicato in originale dalla Shogakukan in Giappone e, dopo alterne vicende legate al fallimento della mai troppo compianta Granata Press, dalla Star Comics in Italia: 38 volumetti (corrispondenti ai takobon originali), pubblicati tra il 2001 e il 2004 nella collana “Greatest”, con lettura all'occidentale.
Al fumetto si accompagna una lunga e prolifica produzione video: 161 episodi televisivi, 3 film, 3 OAV e 2 OAV speciali a cui presto sembra si aggiungerà un nuovo OAV ispirato all'episodio del manga “Un incubo! Shunminko “ (XXXIV volumetto).

Ranma ½ ricalca per molti versi gli stereotipi resi famosi e immortali da Lamù: un perfetto mix di commedia degli equivoci, storia adolescenziale e commedia liceale in cui si va ad insinuare come collante superbo la trama delle arti marziali.

Proprio da queste penso sia il caso di iniziare il nostro viaggio: la Takahashi sembra quasi criticare l'abitudine tutta cinese (molto meno giapponese, in verità) di inventare continuamente nuovi stili di combattimento e quella di alcuni maestri di dare nomi complessi ed altisonanti anche al più semplice e banale dei colpi: abbiamo quindi la nascita della “Scuola di lotta indiscriminata Saotome” o della “Scuola di lotta della cerimonia del thè”, mentre scopriremo come il terribile colpo di Genma “della tigre ruggente scagliata dalla rupe” si riduce a null'altro che una semplice prostrazione ai piedi del nemico.

Questa carrellata di strani e assurdi stili di combattimento è nient'altro che la scusa usata dalla Takahashi perShampoo introdurre nuovi, bizzarri, folli, deliziosi personaggi che vanno ad arricchire un mondo che eredita a piene mani da quello che siamo stati abituati a vedere in Lamù: dunque accanto al viziato rampollo Tatewaki “Aristocrat” Kuno (kendoka emulo del buon Shutaro Mendo) e al maestro Happosai (che tanto ha in comune con il caro vecchio Sakurambo) troveremo Ryoga, cultore dell'arte marziale degli scavatori di tunnel, Azusa Shiratori e Mikado Sanzenin, esperti di pattinaggio sul ghiaccio marziale e così via in un quasi continuo arricchimento del fantastico mondo del distretto di Nerima (lo stesso alla fin fine dove si trovano sia il liceo Furinkan che il liceo Tomobiki, non scordiamolo).

L'altro tema portante è sicuramente quello delle trasformazioni: se da un lato si potrebbe pensare che sia imbarazzante per il buon Ranma ritrovarsi nel corpo di una donna dalle curve mozzafiato ad ogni doccia fredda, che dire di chi si ritrova panda, papera o magari nei panni di un maialino nero?

Questi sono gli elementi portanti della trama che mettono quel pepe necessario alla solita storia dell'amore adolescenziale tra i due protagonisti che si trovano fidanzati per volere dei genitori ma che non riescono a nascondere del tutto i sentimenti che provano l'uno per l'altro: sentimenti che vanno man mano crescendo ma senza mai arrivare ad un vero e proprio coronamento (non che il resto della combriccola sia estranea a questa impossibilità, anzi, tutt'altro...)
Ranma_genmaConcludendo, a chi consigliare la lettura di Ranma ½? Beh, sarei tentato di dire “a tutti”, ma di certo lo stile umoristico della Takahashi risulta lievemente ostico per chi non abbia almeno un'infarinatura della cultura giapponese: se in Lamù e Inuyasha abbiamo continui riferimenti alla mitologia, in Ranma i riferimenti sono più al quotidiano, alla vita di tutti i giorni e a quella ritualità delle consuetudini che caratterizza la vita dei giovani (e non) giapponesi.
Se dunque non siete completamente digiuni del mondo giapponese, se avete amato Lamù e se ciò che cercate è un fumetto che sappia davvero svagarvi e regalarvi quattro risate fatte bene, Ranma ½ è proprio ciò che fa per voi.

Parola di chi non è riuscito a staccarsi nemmeno da uno dei volumetti che stanno ancora lì, sui suoi scaffali.

 

 

Ranma_Akane

 

 

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