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GuantijeegOggi vi voglio parlare di un’altra pietra miliare tra i cartoni animati della nostra infanzia: Jeeg Robot D’Acciaio di Go Nagai.
Alzi la mano chi non ricorda l’”Elvis giapponese” per eccellenza… ok, non mi sembra di vederne nessuna. Allora, come dicevamo, ideato dal maestro Nagai narra le vicende di Hiroshi figlio del professor Shiba, noto scienziato giapponese, che durante una ricerca archeologica, scopre una antica campana di bronzo appartenuta al popolo Yamatai. Governati dalla perfida regina Himika, sono ibernati nella roccia in attesa di risvegliarsi per potersene rimpadronire, e riuscire così a conquistare il mondo.

Scoperto ciò il professor Shiba decide di proteggerla e nasconderla ad ogni costo e, approfittando di un Jeegincidente accaduto al figlio Hiroshi, decide di impiantarla nel suo petto a sua insaputa miniaturizzandola. Hiroshi così cresce, diventando un campione di Formula 1. Un giorno però rimane vittima di un grave incidente, dal quale ne esce completamente illeso, lasciandolo senza parole. Nel frattempo il professor Shiba viene attaccato e ferito gravemente dai guerrieri Haniwa, comandati dal ministro Ikima, i quali vogliono sapere dove si trova la campana di bronzo. Il professore, ridotto in fin di vita, viene soccorso dalla sua giovane assistente Miwa, e ricondotto a casa dove morirà tra le braccia del figlio, dopo avergli consegnato un paio di guanti ed una strana collana. La spiegazione di questi strani oggetti sarà data ad Hiroshi dallo stesso genitore, il quale nel frattempo, in previsione di un prossimo risveglio del popolo Yamatai e di un attacco alla sua persona, aveva costruito un computer nel quale aveva riversato tutta la sua conoscenza/coscienza, per poter guidare il figlio nella difesa della Terra. Così Hiroshi apprende la notizia di potersi trasformare in un robot: Jeeg il robot d’acciaio, unico baluardo di difesa contro i nuovi nemici della Terra.
Inizia così la lunga guerra per la difesa del nostro pianeta, che vede Hiroshi combattere nei panni di Jeeg e di Miwa come sua aiutante al comando del Big Shooter, contro Himika e i suoi guerrieri. La battaglia va avanti ed è sempre più cruente, tanto da permettere ad Hiroshi, ribelle e presuntuoso, di maturare e prendere finalmente Jeeg_coscienza del compito che gli è stato assegnato. In una battaglia Hiroshi viene però catturato dei suoi nemici che riescono a radiografare la campana di bronzo custodita nel suo petto, e la regina Himika interpretando le iscrizioni riportate sopra, riesce a risvegliare dal sonno eterno l’Imperatore del Drago il quale però, invece di unirsi a lei per combattere al suo fianco contro gli esseri umani, la uccide e assume il comando del suo popolo. A questo punto la guerra si inasprisce ulteriormente e, nello stesso tempo, lo stato d’animo dei ministri Mimashi, Ikima e Amaso, rimasti comunque fedeli alla loro regina, crea malessere all’interno dell’impero Yamatai. Mimashi tenta addirittura una rivolta contro l’imperatore, ma fallisce e viene ucciso. Dopo questo evento gli altri due ministri si assoggettano all’imperatore che però li sostituisce con il generale Flora: giovane guerriera umana grata per averle ridato la vita quando da piccola era stata uccisa, mentre cercava di salvare un cucciolo di lupo. Ma Flora è pur sempre un essere umano. Infatti, quando Hiroshi viene catturato e portato al suo cospetto, riesce a convincerla degli errori che sta commettendo e le chiede di ritornare sui suoi passi. Lei diventa cosciente dei suoi sbagli e decide di liberarlo, provocando l’ira dell’Imperatore che la uccide. L’impero Yamatai và sempre più indebolendosi e solo un attacco di massa potrebbe riportarlo in vantaggio su Jeeg. L’idea si rivela più giusta del previsto così, per salvare il figlio, il professor Shiba si sacrifica lanciandosi con la sua capsula contro il nemico, salvando Jeeg da una grave sconfitta. Desideroso di vendicare il padre, Hiroshi ritrova fiducia in se stesso: trovandosi faccia a faccia con l’Imperatore del Drago, col quale intraprende una dura battaglia da cui ne esce vincitore. E il cartone finisce qui, con Hiroshi che sarà sempre disposto a difendere la sua famiglia e il suo popolo in nome della pace.

 

 

Scheda tecnica del robot (Ripreso da Wikipedia)

•    Altezza: 12 Metri
•    Peso: 25 tonnellate
•    Elevazione: 800 Metri
•    Velocità in corsa: 300 km/h
•    Velocità in acqua: 55 nodi
•    Velocità in volo: Mach 10

Armamento (Ripreso da Wikipedia)

Armamento ordinario

•   Doppio Maglio Perforante: Jeeg unisce le mani intrecciando le dita, per poi spararle contro il nemico a distanza. È un'arma decisamente potente e spesso i mostri vengono trapassati quando vengono colpiti. A differenza del "pugno atomico di Mazinga", i pugni di Jeeg non tornano indietro e sono quindi monouso (capita spesso che esplodano contro il nemico); in compenso Jeeg pare averne una buona scorta negli avambracci, che vanno a sostituire quelli appena lanciati, anche se non c'è una vera e propria spiegazione meccanica di come questo sia possibile, ricordiamo che comunque è un manga. Jeeg può anche lanciare mano ed avambraccio assieme come fanno Mazinga e altri robot, però in quel caso resta senza braccia (è una procedura usata quando deve equipaggiare il suo corpo delle parti speciali)
•    Raggio Protonico: È l'arma più potente di Jeeg, che viene emessa dall'addome del robot (come esempio il missile centrale di Mazinga), che dovrebbe trattarsi di un fascio di particelle sub-atomiche tenuto assieme da un grande campo magnetico. Nell'addome (all'altezza del diaframma) Jeeg probabilmente possiede un sofisticato macchinario, acceleratore di particelle (stile ghostbusters) costruito in modo da dare un raggio a spirale; una volta che le particelle hanno raggiunto una certa stabile carica, vengono sparate fuori a velocità elevatissima mentre una serie di emettitori rossi (posti lungo il perimetro del getto di particelle) crea una serie di potenti impulsi magnetici (ovvero quella serie di anelli che si vedono circondare il raggio nero) a rapidi intervalli regolari, come una reazione nucleare controllata.
•    Raggi Delta: In realtà la consistenza elementare di quest'arma appare un dilemma, dovuta anche alla conversione del Manga in cartone che non consente di saper in cosa consista quest'arma. A volte tali raggi sembrano cavi mentre in altri episodi appaiono come una sorta di "raggio solido fluorescente". I Raggi Delta fuoriescono dalle quattro aperture sul petto (all'altezza delle spalle) di Jeeg con lo scopo di bloccare momentaneamente l'avversario. Non è un'arma d'uso comune.
•    Super Neutroni: Consiste in una potentissima energia magnetica di attrazione di Jeeg.L'unione del "Raggio Protonico" & la "Jeeg presa", ha come scopo quello di attirare l'avversario alla sua portata, finché ne rimanga che polvere. I mostri, essendo sedimentazioni terrestri (anche nella sigla italiana lo si dice), hanno nella loro composizione atomica molte particelle, fra cui quelle di minerali ferrosi. Essendo talvolta una creatura grande dieci o più metri, questa percentuale di minerali è sufficientemente alta per far sì che il raggio abbia il suo effetto.
•    Raggi Gamma: Sono dei laser di colore rosso che Jeeg emette dagli occhi. Quest'arma non sembra particolarmente potente e di solito è usata per allontanare l'avversario durante le manovre di aggancio dei componenti del robot.

Componenti opzionali (Ripreso da Wikipedia)

•   Missili Perforanti: Primo fra i Set ad essere costruito, è stato pensato per rimediare ad una delle debolezze più evidenti di Jeeg: l'incapacità di volare. I Mach Drill sono una coppia di enormi missili dotati di una testata a trapano (funzionante) che si agganciano al posto delle braccia e che forniscono a Jeeg una discreta mobilità aerea e, limitatamente, sotterranea. La presenza delle trivelle rende questi componenti molto più utili che se fossero stati semplici missili propulsivi, in quanto costituiscono un'arma mortale: oltre che speronare i nemici, Jeeg è in grado di sparare uno o entrambi i Mach Drill però, una volta sparati non tornano indietro. Sebbene durante la serie vengano surclassati da nuovi componenti, i Mach Drill rimarranno sempre in uso a causa della loro grande potenza, tanto da essere scelti da Hiroshi come arma durante il suo confronto finale con l'Imperatore del Drago.
•    Bazooka Spaziale: È un bazooka che si aggancia al posto di una delle braccia di Jeeg (allo stesso modo dei Mach Drill). Molto potente,arma distruttiva è in grado di arrecare gravissimi danni con i suoi colpi di fuoco o addirittura distruggere un mostro standard.
•    Scudi Rotanti: Hanno l'aspetto di una grossa ruota con una serie di acuminate punte d'acciaio lungo la sua circonferenza. Sono usati in coppia e sono montati al posto delle mani del robot. Una volta agganciati, iniziano a ruotare assai velocemente, creando un moto centrifugo, in grado di deflettere qualsiasi proiettile o altra arma scagliato loro contro di lui. Oltre a questa funzione di difesa Jeeg può impiegarli come legittima arma offensiva, diventando enormi lame rotanti.
•    Antares (anche conosciuto come H-305): Questo non è da considerare come gli altri componenti, un modulare aggiuntivo. Infatti Antares è in sostanza un cavallo robot in grado di combinarsi con Jeeg. Antares è in grado di funzionare indipendentemente ed è dotato di un'intelligenza artificiale non molto sviluppata; in grado di volare grazie a due reattori di spinta montati sui fianchi ed è armato di due potenti lanciamissili terra-aria. Per combinarsi con Jeeg, la testa ed il collo rientrano dentro il corpo, mentre Jeeg salta in alto infilando le gambe nel vano formatasi diventando un vero e proprio centauro mitologico. Oltre che un supporto indipendente, l'uso dei lanciamissili e la capacità di volare, Antares fornisce a Jeeg anche una lancia dal richiamo ovviamente medievale.
•    Astro-Componenti: Progettati per fornire a Jeeg componenti più specializzati nel combattimento aereo; gli Astro-Componenti sostituiscono interamente le braccia e le gambe standard di Jeeg, per poi trasformarsi in un vero e proprio veicolo volante dal quale spuntano solo le spalle e la testa del robot. In questa configurazione gli Astro-Componenti superano grandemente le prestazioni dei Mach Drill sia come velocità che come altitudine raggiungibile, fornendo inoltre a Jeeg due cannoncini laser e due lanciamissili.
•    Missili Super-Perforanti (o Super-Componenti): Anche questi vanno a sostituire braccia e gambe, ma non si trasformano in nulla. Sono componenti specifici per l'attività sotterranea. Due enormi trivelle sostituiscono gli avambracci, ma in modo da essere molto più mobili dei Mach Drill e quindi utilizzabili anche in un corpo a corpo diretto; aggiungiamo anche la possibilità di spararle come missili ed avremo una chiara idea della loro versatilità. Fra le spalle ed il petto sono montati due grossi cerchioni dotati di spuntoni ricurvi, che ruotano quando il robot scava nel sottosuolo, fornendo stabilità e propulsione. Sulle caviglie invece sono presenti dei cingoli che allo stesso modo dei cerchioni si attivano durante gli scavi; oltre che a fornire la propulsione, i cingoli probabilmente permettono a Jeeg di cambiare direzione mentre è nel sottosuolo.
•    Hydro-Componenti (o Componenti subacquei): Progettati per rendere Jeeg efficace anche sott'acqua, come gli Astro-Componenti, vanno a sostituire braccia e gambe originali per poi trasformarsi in una sorta di sottomarino. Le armi fornite da questi componenti sono due potenti lanciasiluri posti sulla prua.
Sebbene utilissimi, sia gli Hydro che gli Astro-Componenti impongono a Jeeg una grossa limitazione, ovvero il non poter usare nessuna delle sue armi abituali ad esclusione dei Jeeg Laser.
Jeeg è stato voluto dal Professor Shiba e progettato dopo anni di studi anatomici. Non è definibile come un vero e proprio robot, si può dire che sia un androide ad uso esclusivo di Hiroshi (il figlio dello scienziato). Questa costituzione rende Jeeg quasi in grado di reagire come un essere umano. La sua struttura modulare lo rende estremamente versatile, agile e scattante e praticamente indistruttibile, sempre che ci siano a sua disposizione componenti di riserva.

Punti deboli (Ripreso da Wikipedia)

•    La dipendenza dal Big Shooter (il jet pilotato da Miwa che lancia i componenti del robot) come vettore dei componenti e delle armi aggiuntive di Jeeg.
•    L'insostituibilità di Hiroshi alla guida di Jeeg.

Elenco episodi della serie TV di Jeeg

01. Il risveglio dei mostri
02. Il rapimento di Mayumi
03. L'inganno di Mimashi
04. Missili perforanti
05. Macchie solari
06. Formula 1
07. Radioattività
08. La sfida di Don
09. La principessa delle nevi
10. S.O.S. Big Shooter
11. Lotta senza quartiere
12. Prigioniero di Himika
13. Nessun compromesso
14. All'ultimo istante
15. Sangue blu
16. Prigioniero di un sogno
17. Mecadon 2
18. Transfert di memoria
19. Il cavaliere senza macchia e senza paura
20. Costretto a battersi
21. Trappola infernale
22. Uragano
23. Infame ricatto
24. Epidemia
25. Condizionamento telepatico
26. Il segreto della campana di bronzo
27. Odio implacabile
28. Attacco suicida
29. L'imperatore delle tenebre
30. La scomparsa di Miwa
31. Ad altissima quota
32. Rivolta al centro della Terra
33. Sabotaggio
34. Attacco dall'oltretomba
35. Situazione di stallo
36. La rosa nera
37. Missione senza ritorno
38. L'ultima carica
39. A qualsiasi costo
40. Raggi omega
41. Il ritorno di Himika
42. Tragico errore
43. Preso in ostaggio
44. Oltre la vita
45. Fino all'ultimo respiro
46. Verso la vittoria

I riferimenti storici (Ripreso da Wikipedia)

Come in molti anime fantascientifici e come, in generale, in molte delle produzioni di Go Nagai, anche Kotetsu Jeeg si ispira alla storia antica. Se in Mazinga Z il punto di partenza era la leggenda degli automi dell'isola di Creta, e i nemici del Grande Mazinger sono gli abitanti redivivi dell'antica Micene, in Jeeg è invece la preistoria giapponese lo spunto della storia.
Il periodo della storia del Giappone che va dal III secolo a.C. al III secolo d.C. vede svilupparsi la cd. cultura Yayoi, periodo immediatamente precedente al periodo Yamato, con il quale, con la nascita dell'impero, inizia in qualche modo la storia giapponese.
Della civiltà Yayoi, civiltà stanziale di popolazioni provenienti dalla Cina o dalla Corea, sono numerosi i ritrovamenti di bronzo, come spade e campane. Ancora negli anni settanta devono aver avuto luogo molti ritrovamenti archeologici, e questi devono aver ispirato Nagai.

La regina Himika
Personaggio storico è la stessa Himiko (il nome originale della regina, in kanji 卑弥呼), realmente vissuta nel III secolo d.C. Il suo nome (nella forma cinese Pimiko) compare nelle cronache cinesi (la cd. Wei Zhi), dove è descritta come la sovrana del popolo di Yamatai (in kanji 邪馬台国, Yamataikoku, "Regno Yamatai") che, grazie alle sue arti magiche, era «in contatto con gli Dei».
Viveva - sempre secondo questa descrizione - in una grande abitazione separata dal popolo, attorniata da un elevato numero di servi, che poi l'avrebbero (secondo le usanze dell'epoca) seguita nella tomba.
Si tratta, insomma, di una vera e propria sciamana, che, anche dal nome (Himiko = figlia del Sole), si poteva forse già connotare come discendente della dea Amaterasu, come avverrà successivamente con Jimmu Tenno, il primo imperatore che avrebbe regnato su Yamato, nucleo originario dell'Impero del Giappone. Numerosi reperti sono stati trovati in kofun di illustri famiglie, quale quella degli Iwai che rivaleggiò con Yamato.
Il nome dell'impero della regina Himika è stato cambiato nel cartone animato, al pari di quello della sua regina, in Impero Yamatai (邪魔大王国, Jamatai Ōkoku).
Curiosamente nella versione italiana è ritornato ad essere Yamatai. Non ci è dato sapere se l'adattatore abbia svolto un buon lavoro di ricerca enciclopedica o se semplicemente abbia errato nel trascrivere la pronuncia della "J" secondo le regole della lingua italiana, invece che quelle della traslitterazione corretta, che si basa sull'inglese.
Questo è un fatto che si è ripetuto molte volte nel corso dell'adattamento di serie animate giapponesi, vedi ad esempio Koichi, il protagonista di Babil Junior, e Chibiusa, di Sailor Moon pronunciati con la "C" dura, nonché Sakuragi, da Slam Dunk, che dovrebbe essere pronunciato "sacuraghi".

Le statuette Haniwa
A partire dal 250 d.C. si sviluppa in Giappone l'usanza delle Kofun (古墳), le cd. tombe a tumulo, pratica che continuò anche nel periodo Yamato, e fino al VI secolo.
Gli haniwa (埴輪; letteralmente "cilindri d’argilla") erano statuette in argilla raffiguranti genericamente oggetti (entō haniwa) o animali e poi persone (keishō haniwa). I secondi dovevano svolgere una funzione religiosa, seppure non chiarissima: forse testimoniavano la credenza in una reincarnazione o resurrezione, o forse avevano la funzione di proteggere il defunto. O, piuttosto, sostituivano simbolicamente - secondo l'usanza cinese - la famiglia di servitori che doveva seguire il sovrano. Con il progredire della civiltà, infatti, erano queste ad essere seppellite insieme ai signori alla loro morte, al posto dei loro servitori.
Molte di queste statuette si ritrovano, in tutto e per tutto uguali, nel cartone animato. Tra queste, i più importanti nel cartone animato sono però gli haniwa in forma di guerrieri, che costituiscono i guerrieri della regina nella prima parte dell'anime (nella seconda puntata dell'anime si vede l'origine di questi dalle antiche statuine)
A partire dal V secolo si trovano anche haniwa composti da cavallo e cavaliere (sekijin sekiba). Secondo alcune teorie il cavallo sarebbe arrivato in Giappone proprio in questo periodo, ad opera di invasori stranieri. Difficile non leggervi un richiamo a questo nel momento in cui Jeeg (puntata n. 28) si unisce al cavallo magnetico Antares ed assume le sembianze di un centauro. Queste ultime, derivanti da un modello culturale cinese, erano infatti una stilizzazione dei soldati e dei servitori, e li rappresentavano.

Le campane di bronzo
Ma soprattutto di quel periodo storico sono inoltre numerosi proprio i ritrovamenti di antiche campane di bronzo (in giapponese 銅鐸, "dōtaku"). Nel complesso se ne sono ritrovate più di 400. Una di queste vorrebbe essere la campana di bronzo del prof. Shiba.
C'è da dire che, mentre da noi tutte le campane sono in bronzo, in Corea invalse poi l'usanza cinese di farle in ferro. Le più antiche e sacre erano in bronzo, ma fino al VII secolo d.C. in Giappone i metalli per produrle erano scarsi, ed il bronzo era dunque tanto prezioso da assumere i connotati della sacralità. Ma anche il ferro era conosciuto, e l'idea che Jeeg sia "kōtetsu", cioè di ferro (o d'acciaio come aulicamente dice il cartone), assume in questo contesto un significato storico-simbolico importante.
Queste campane avevano un'importanza rituale e spesso erano collegate ai riti sciamanici di invocazione di divinità. La loro funzione religiosa si deduce dal loro progressivo crescere di dimensioni. Non necessariamente venivano suonate e venivano istoriate con animali sacri o - probabilmente - antenati divinizzati.
La produzione di dōtaku si interrompe stranamente con l'avvento al potere della regina Himiko. Anche questo elemento sarà stato probabilmente alla base dell'ispirazione di Go Nagai.

Yamata no Orochi
Un riferimento all'antica mitologia giapponese è poi l'astronave dell'impero Yamatai. Questa è infatti la versione fantascientifica di Orochi (Yamata no Orochi, 八岐の大蛇), mostro della tradizione nipponica dalle otto teste di drago (simile all'Idra della mitologia greca).
La leggenda lo riporta come un mostro sanguinario che dominava la provincia di Izumo e richiedeva vergini in sacrificio. Con lui si scontra addirittura il dio Susanô appena giunto sulla Terra. Altre incarnazioni di Yamata no Orochi si ritrovano spesso nella cultura popolare giapponese.

Il professor Shiba e la sopravvivenza alla morte fisica
Una delle particolarità della storia è come il professor Shiba, il padre di Hiroshi, abbia potuto affrontare l'eventualità e le conseguenze della propria uccisione. Egli ha infatti programmato un computer, 'immagazzinando' le sue informazioni personali, che ne prende il posto, sostanzialmente, al momento della sua morte per mano dei feroci ma maldestri servitori di Himika. Questa idea era figlia della fantascienza che negli anni '70 aveva oramai evoluto molte delle concezioni apparse nei decenni precedenti, specie per quello che riguarda l'intelligenza artificiale (es. 2001: Odissea nello spazio, del 1969).
Nel caso in specie, la questione era ed è particolarmente complessa e delicata. Infatti il computer a cui Hiroshi si rivolge non è un sistema totalmente artificiale, ma pseudo-naturale, nel senso che è stato concepito per impersonare fedelmente il padre.
All'epoca i computer, specie quelli domestici, erano tutt'altro che diffusi, evoluti e potenti come adesso, così la fantasia era davvero avanti alla tecnologia. Ma con il linguaggio e le tecnologie di oggi, quest'intuizione rappresenta un qualcosa di estremamente interessante. Si potrebbe dire, con il linguaggio d'oggi, che il professor Shiba abbia programmato il computer (molto grande, come abbastanza facile da immaginare data l'epoca e l'uso di valvole termoioniche per parte della realizzazione) modellando con un sofisticato programma una specie di 'emulatore' dei suoi parametri mentali (un poco come i programmi che permettono ai moderni PC di 'emulare' i computer storici tipo il VIC-20), ovvero non solo le sue conoscenze, ma anche la personalità. Pure l'immagine è stata ricreata in uno schermo televisivo, e si muove in armonia con le parole pronunciate ( e con la stessa voce dell'originale, ovviamente). Per vedere qualcosa di simile nel mondo reale bisognò aspettare il famoso Max Headroom, personaggio virtuale apparso a metà anni '80 in videoclip come Paranoimia.
La morte di Shiba è comunque un qualcosa che và al di là della semplice tecnologia. L'ultima frontiera della scienza informatica comincia ad arrivare a questo concetto. Molte persone si chiedono, la mattina:'tornerò a casa per cena?' 'Cosa succederà ai miei cari se non ci fossi più, o quando non ci sarò più?'. La vita è preziosa, eppure non solo è limitata, ma anche fragile, un errore alla guida, un infarto, una pallottola vagante ed è finita, senza nemmeno il tempo di scrivere un testamento.
Questo ha sempre lasciato aperto il problema di come salvare almeno una parte della propria esperienza di vita e tramandarla oltre la morte fisica. La sopravvivenza della persona nel mondo reale, anche quando non vive più materialmente, è così, da tempo immemorabile, data da scritti che ne perpetuano il pensiero, oltre che talvolta ritratti e statue per le fattezze fisiche. Combinando le due cose (scritti e immagini) si può quasi ricostruire, come spesso fatto in documentari contemporanei, la presenza fisica della persona, nonostante che sia morta da secoli. Così è possibile sentire raccontare da Enrico VIII la sua vita leggendo le sue memorie, e osservarlo al tempo stesso in ritratti fedeli.
In epoca relativamente recente sono apparsi supporti fotografici e cinematografici che hanno una maggiore quantità di informazioni, e come possiamo leggere Omero e Shakespeare, possiamo ascoltare Billie Holiday o vedere John Wayne e Chaplin, 'vivi' nelle loro opere.
Con i moderni computer le possibilità saltano ad un livello più elevato, comunemente definito come 'interattivo'. Così si arriva a progettare lapidi con un computer interno, che mostra le immagini e le informazioni del defunto, sempre come evoluzione logica dell'epitaffio e della fotografia.
Con Jeeg Robot, il problema di affrontare la perdita di persone care è portato ad un livello anche più elevato. La persona è 'ricostruita' e a tutti gli effetti interattiva, con un grado di coscienza indistinguibile da quello dell'originale.
In un certo senso, è come se nei PC domestici vi si istallasse un programma che emula il volto, il ragionamento e la voce dei propri familiari (o di chiunque altro fornisca abbastanza informazioni), e questi 'vivessero' per gli anni e i secoli a venire, parlando e pensando come se fossero ancora in carne e ossa. Le conseguenze di questo tipo di tecnologia sono potenzialmente incredibili. Non è nemmeno questione del solo e drammatico problema di rendere meno traumatiche le conseguenze della perdita di una persona cara, come nella storia di Jeeg. Estremizzando, si potrebbe immaginare di poter conversare con Albert Einstein, Shakespeare e Alessandro Magno, o magari con un uomo di neanderthal.
La ridondanza è anche importante, come anche la connettività: in uno degli episodi la sala computer è raggiunta da un mostro e viene distrutta, ma tutti i dati sono stati trasferiti, appena in tempo, ad un altro computer identico, tenuto di riserva.
Tutto questo ha fine, nella storia, in maniera assai diversa, nondimeno: il computer del 'professor Shiba' si distrugge contro l'astronave nemica, e stavolta non vi sono altri rimpiazzi. Ma il professor Shiba appare, trasparente, nell'aria ad Hiroshi per un ultimo addio, stavolta né più corpo o computer, ma spirito puro, quasi a ribadirne la superiorità sulla materia, di qualunque tipo sia.