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s. Valentino di sangue 3D
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TOPIC: s. Valentino di sangue 3D

s. Valentino di sangue 3D 2 years, 8 months ago #18

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Tom Hanninger torna nella sua città natale all'alba del decimo anniversario di San Valentino, quando era riuscito a sopravvivere all'ira omicida di un uomo misterioso, vestito da minatore, che aveva sterminato più di venti persone.

E ora che Tom pare intenzionato a vendere le cessioni minerarie ereditate dal padre, l’assassino torna a colpire e sono in molti in città a sospettare che sia proprio Hanninger il reale colpevole degli omicidi.

La nuova moda imposta dalle major (ma viene fatto passare come un concept nato fra blog e riviste di cinema, ovviamente) è quella di ribattezzare i remake "reboot".
Siccome Malpertuis è una casa ostile e paranoica io reagirò a questo tentativo di upgrade con un downgrade di testo, introducendo d'ora in poi, accanto a remake e rifacimento, il termine "copiatura" per definire questa pratica.
Le parole sono importanti, lasciarsi convincere a usare reboot è una scelta di campo.

Sembra proprio che Patrick Lussier sia meglio come montatore che come regista, visto tutte le volte che ha tentato il volo dalla plancia di montaggio è finito a girare insipidi copiature a encefalogramma piatto.
Non è una eccezione questo rifacimento del già mediocre canadese Il giorno di San Valentino, che risente dell'opaco trattamento Lussier e si tramuta in anonimo slasher caratterizzato unicamente dall’estetica del protagonista (conciato da minatore, con tanto di maschera e scomodissimo piccone) e dall'inserimento, assai rozzo, di alcune scene atte a rendere al massimo in 3 D.

Vola tutto verso lo schermo in questo film: picconi, getti di sangue, fasci di luce e persino globi oculari, ma alla fine si tratta dello stesso trucchetto ripetuto in continuo e quindi continuamente soggetto alla legge di sorprendere e deliziare sempre meno.
Questo e poco altro in un lungometraggio condannato fin dalla fase di scrittura, che vede le quadruplici mani dei mezzi cervelli Todd Farmer e Zane Smith adagiarsi su un copione di servizio vecchio e stanco, che cerca di giocare dalle parti del giallo sull'identità dell’assassino ma tiene fuori schermo eventi importanti e mente spesso allo spettatore, impedendo ogni tipo di serio coinvolgimento nel meccanismo whodunit.

Privati di questa componente e abbandonati in compagnia di attorame paratelevisivo ai limiti dell’indecenza (ma gli anziani se la cavano meglio dei giovani e Jaime King è bellissima, vale la pena dei 110 minuti) non possiamo far altro che illuderci durante i primi istanti, di buon livello, per poi annoiarci durante il resto della pellicola che segue una alternanza piuttosto precisa e stabile di sonnellini alternati da veglie omicide.
Gran parte del tempo viene speso a girellare per i rapporti di potere, le relazioni e i misteri passati e attuali del paesino, finendo più dalle parti di Dallas e Dinasty che da quelle di Elm Street o Crystal Lake: forse bisognava passare più tempo in giro per le miniere e meno per i salotti. nulla possono servire nane messicane e bulldog infilati a forza dentro la trama tanto per generare un minimo di interesse e cassa di risonanza alternativa.

Dopo il deserto postmoderno creato da Scream è davvero impossibile tentare di scrivere e girare banalissimi slasherini come questo, pena il finire per mettere su celluloide una involontaria parodia della pellicola che si stava pensando, anche quando i toni vengono mantenuti seri per l'intera durata.
E così capita anche all'onesto mestierante Lussier, che cerca di supplire a una profonda mancanza di talento e immaginazione con tanto mestiere ma che non riesce mai a far brillare nulla, fatta eccezione per la strana, lunghissima scena con una Betsy Rue sempre nuda cui ne combinano, psicologicamente e quindi fisicamente, di tutti i colori.

My bloody Valentine può interessare esclusivamente chi voglia farsi perforare le cornee da ogni oggetto che compaia sullo schermo: i feticisti del 3D troveranno collirio per le loro pupille in questa pellicola ma gli amanti dell'horror ne usciranno fuori con la déjà nausea vu e poco altro.
Finchè 3D o mirabolanti CGI di ultimissima generazione saranno al servizio di uomini grigi come Lussier o di rozzi ignoranti come Michael Bay non faremo altro che sjuire pessimi film realizzati con ottima tecnologia.

Se la putrefazione dello slasher negli anni ottanta aveva fatto da humus per una rinascita semantica del genere nella decade seguente, non resta che sperare che l’attuale, drammatica crisi che vive l’horror statunitense possa generare uno sfoltimento dei ranghi e una futura età dell'oro. Ma ci accontenteremmo anche del rame, basta che le miniere vengano usate per scavare e cercare nuove vene fruttifere e non per rimpastare gli scarti degli scavi precedenti.


FONTE BY: elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/04/sa...o-di-sangue-3-d.html


un film molto bello ma allo stesso tempo un po' bruttino con scene di sangue.
fidatevi nn guardatelo in 3d!
Last Edit: 2 years, 8 months ago by sappa.
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